"In giro di notte per strade tortuose.
Birra in mano, amici accanto.
Sorrisi a splender più della luna."
- (via no-baka)

(via no-baka)

"Siamo troppo giovani per dover affrontare questi problemi
Ma loro continuano a sbucarci davanti.."
- (via no-baka)

(via no-baka)

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Enrico era innamorato. Questo era un dato di fatto, una cosa quasi tangibile, lui ne era sicuro, certo, lo sapevano i muri della sua camera, i cassetti, la porta. Tutto il suo piccolo mondo era a conoscenza del suo amore per Giulia.
Giulia era innamorata. Questo era un dato di fatto, una cosa quasi tangibile, lei ne era sicura, certa, lo sapevano il suo diario di scuola, la sua macchina fotografica e il suo cuscino. Tutto il suo piccolo mondo era a conoscenza del suo amore per Enrico.
Il problema era che entrambi erano fidanzati, con la persona sbagliata.
Enrico era fidanzato con Anna e Giulia con Fabio.
E da qui i nomi si fermano, più o meno. Non voglio confondervi troppo. L’importante è che vi ricordiate di Enrico e Giulia. La nostra storia adesso dovrebbe farsi interessante, perché Enrico e Giulia non erano innamorati l’uno dell’altra. Enrico e Giulia nemmeno si conoscevano al tempo, Enrico era innamorato di un’altra Giulia e Giulia di un altro Enrico. Vivevano a settecento chilometri di distanza e la probabilità che mai si incontrassero era di certo molto bassa.
Quindi crederete che le loro storie si debbano separare. In realtà non è così perché le vite dei nostri protagonisti sono talmente simili che potrebbero essere facilmente confuse se qualcuno conoscesse questi due individui separatamente e mettesse le loro vite a confronto.
Era il 20 giugno quando Giulia prese la decisione di lasciare Fabio, dopo quasi tre anni che stavano insieme.
Era il 20 giugno quando Enrico prese la decisione di lasciare Anna; d’accordo, in questo caso vi sto mentendo perché fu Anna a lasciare Enrico, venti minuti prima il compito di matematica della maturità.
Giulia fu più gentile, lasciò Fabio dopo la fine del compito.
Enrico invece lasciò metà della verifica in bianco.
Lui era innamorato di Giulia, questo è vero, ma ormai si era abituato ad Anna, alla sua dolcezza, alla sua calma. Può sembrare stronzo stare con una persona se non si è innamorati, starci solo per abitudine ma Enrico non lo faceva per cattiveria; lui era il tipo di persona che ordinava sempre lo stesso tipo di cena a ristorante, non aveva mai fumato, mai nulla di pericoloso. Era una persona ordinaria e Anna non era una cosa che avrebbe voluto cambiare, non per il momento almeno. Anche il semplice (non così semplice) fatto di essersi innamorato di Giulia andava molto oltre il suo carattere, era un grosso cambiamento, qualcosa di forte, di emotivo. Qualcosa che lui, al contrario di tutto il resto, non poteva cambiare o controllare.
Dopo questi due grossi cambiamenti e dopo aver finito gli esami di maturità iniziò l’estate sia per Giulia che per Enrico. La passarono, al contrario di tutti gli amici, in una quieta solitudine, cercando il coraggio di dire alle persone che amavano che, insomma, che le amavano. Continuavano a guardarle da lontano, in spiaggia, in centro, su Facebook e avrebbero anche guardato tutte le volte che facevano l’accesso su Whatsaap se avessero avuto i loro numeri. Forse vi chiederete come Giulia aveva fatto a conoscere il suo Enrico e viceversa.
Enrico era in yogurteria, un sabato pomeriggio e la vide. Giulia era seduta a un tavolino con le sue amiche; l’aveva vista altre volte a scuola (lui faceva il classico e lei lo scientifico) ma non l’aveva mai vista così. Era come un libro di Jane Austen in mezzo a una libreria di enciclopedie sui motori: inaspettata e piacevole. Enrico continuò a vederla ogni giorno, a scuola, al parco, in discoteca. Riuscì a parlarci solo un paio di volte e in entrambi i casi fece la figura del pinguino imbalsamato (testuali parole del suo amico Gigi).
Giulia era seduta in biblioteca a studiare quando Enrico le si sedette davanti e iniziò a fissarla. Dopo quasi due ore lui si alzò, andò verso uno scaffale e tornò con “Colpa delle stelle” di John Green.
Le disse “leggilo” e se ne andò. Giulia rivide Enrico sempre da lontano, al bar, al parco e un paio di volte in biblioteca, ma si nascondeva sempre, per paura di parlargli. In realtà lei si era innamorata di qualcuno che non conosceva per niente, di un ragazzo che le aveva detto di leggere un libro e poi se n’era andato. E lei l’aveva letto: dodici volte per l’esattezza e aveva pianto tutte e dodici le volte.
Come stavo dicendo, per Enrico e Giulia passò l’estate, un estate molto tranquilla ma non per questo noiosa. Poi ricominciò l’autunno ma nessuno dei due riusciva a trovare il coraggio di farsi avanti, nessuno dei due voleva ricevere un rifiuto, restare deluso e perdere la propria fantasia d’amore.
Era il 19 novembre.
Giulia stava entrando in biblioteca per studiare quando lo vide, seduto al suo posto. Lei aveva John Green nello zaino, come sempre. Così Giulia si sedette nel posto dove quasi una anno prima si era seduto lui. Enrico alzò gli occhi e sorrise. Tirando fuori il libro, lei trovò il coraggio di guardarlo e gli disse “l’ho letto” e glielo mise davanti.
E così iniziò un’altra storia, una storia che non comprendeva più l’Enrico che fa da co-protagonista a questo racconto. Iniziò la storia di Giulia e di un Enrico che aveva gli occhi neri invece che verdi.
Era il 19 novembre.
Enrico stava raggiungendo, correndo, la classe di “Storia della letteratura inglese” in facoltà. “E’ la prima lezione e io sono in ritardo, meraviglioso” pensò lui. Riuscì a raggiungere la classe qualche secondo prima che il professore facesse il suo ingresso e si sedette a caso in quarta fila. Poco dopo si accorse di essersi seduto accanto a una ragazza dai capelli rossi che gli sorrise. Era Giulia. “Anche tu segui questo corso?” le chiese lei. “Ehm si” sussurrò lui.
E così iniziò un’altra storia, una storia che non comprendeva più la Giulia che fa da co-protagonista a questo racconto. Iniziò la storia di Enrico e una Giulia che aveva i capelli rossi invece che bruni.
E le strade di questi due individui si divisero senza essersi mai incrociate veramente.

Adesso starete pensando che questa sia una storia inventata, una storia anche un po’ noiosa e scontata. Volevo solo che sapeste che non è falsa, non viene dalla mia immaginazione. Ed io sono solo quella persona che ha messo le loro vite a confronto. Sono la persona che stava dietro le quinte e osservava come due vite possano essere così lontane e così simili. Giulia ed Enrico sono i miei migliori amici, io vivo a metà tra quei 700km che li separano e li ho conosciuti entrambi per puro caso e in modi completamente diversi. O forse no.

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alfaeomegasonotroppovicine (via alfaeomegasonotroppovicine)

Dicevi “nulla di che”. Ed invece vedi? É splendida. Come te

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"…Mi hai regalato un per sempre dentro un numero finito di giorni.."
- Colpa delle stelle (via no-baka)

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"Sai quando credi che il cuore ti si fermi?
Quando sentì tutto immobile e le lacrime scendono?
E se il cuore si fermasse davvero?"
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"Ed il risultato é la testa confusa, un cervello connesso ed un corpo sconnesso. Decidi te cosa fare. Andare o restare."
- (Via-HaveFaithInMe)

(Source: no-baka, via no-baka)

"No, tu non sei dolce.
Sei direttamente un pacchetto di zucchero da un chilo, l’unico tuo problema è che sei di una marca troppo costosa e preziosa e in pochi sono disposti a comprarti."
- Alfaeomegasonotroppovicine (via no-baka)

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